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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 18-25 gennaio 2022

Carissimi, 
anche quest’anno si celebra in tutta la Chiesa la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, appuntamento sempre atteso per riscoprire una dimensione fondamentale del nostro essere credenti, ossia il dialogo tra noi, e con i cristiani delle altre confessioni. 

Il tema proposto quest’anno, muove dal testo evangelico di Matteo in cui viene raccontato l’incontro dei magi con il Bambino Gesù a Betlemme, sottolineando come per l’evangelista sia stato importante ribadire che essi, i magi, vennero “da Oriente”. 
In questa scelta si vede un chiaro desiderio di intensificare il dialogo e la riflessione con l’Oriente cristiano, caratterizzato da tante realtà, molte volte, ed anche oggi, segnate da crisi e persecuzioni, guerre e fenomeni migratori che, per forza di cose, fanno di queste chiese, nostre sorelle, delle chiese sofferenti e desiderose di maggiore attenzione da parte di un Occidente sempre più a rischio di chiusura e autoreferenzialità, un Occidente che mai, soprattutto sul piano ecclesiale, si deve disinteressare delle sorti di questi nostri fratelli e sorelle dai quali abbiamo ricevuto il primo annuncio della fede. 
La nostra diocesi, come molte volte ribadito anche dal nostro vescovo Vito, non ha bisogno di essere istruita in questo, dal momento che, la dimensione di vicinanza e prossimità con l’Oriente cristiano, è una caratteristica fondamentale, insita nell’ identità del nostro territorio. 
Più volte abbiamo rimarcato le caratteristiche orientali del nostro vivere la fede, caratteristiche ravvisabili soprattutto nel culto, molto diffuso e sentito dei nostri santi patroni, molti dei quali di origine orientale. 
Il nostro territorio, si capisce, è segnato come gran parte del Mezzogiorno d’ Italia, da una lunga storia caratterizzata dalla presenza orientale che in vario modo ne ha irreversibilmente contrassegnato l’arte, la cultura, l’architettura, la liturgia, la devozione popolare e dunque il sentimento religioso della nostra gente. 
Oltre a questo, ormai, la presenza di molti fratelli e sorelle stranieri in mezzo a noi, molti dei quali provenienti da paesi dell’Est, e appartenenti alla Chiesa ortodossa, è un dato di fatto non solo rilevante ma anche arricchente e stimolante affinché si passi da una accoglienza “diffidente”, ad una vera reciprocità fatta anche di conoscenza e scambio anche sul piano della fede e della pratica religiosa oltre che su quello assistenziale, per una vera integrazione che tocchi tutti gli ambiti della vita delle persone. 
Oriente dunque, non vuol dire per noi doversi per forza spostare molte lontano, ma scoprire e vivere con impegno una realtà nella quale già siamo immersi da secoli e che bisogna recuperare e valorizzare in tutti i suoi aspetti, attualizzandola tenendo presenti le nuove istanze e necessità. 

Il cammino sinodale che nella Chiesa vogliamo vivere, deve coinvolgerci anche sul piano del dialogo ecumenico, dal momento che, se sinodo vuol dire “fare la strada insieme”, si camminerà con tutti, anche e soprattutto con gli altri cristiani, dai quali, e con i quali impariamo a crescere nella conoscenza di Cristo. 
Camminare insieme verso una meta comune: l’unità piena e visibile. Un cammino che è già in atto e che, se risulta lungo e forse per certi versi tortuoso, resta tuttavia irreversibile e ricco di stimoli affinché non si spenga in nessuno l’entusiasmo del camminare, poiché, se la meta può sembrare lontana, comunque non è irraggiungibile, mentre scopriamo come in definitiva, la meta che vogliamo raggiungere è il cammino stesso che stiamo percorrendo insieme. In pratica, se camminiamo insieme verso la meta, questa è già raggiunta ad agni passo fatto. 

Insieme, dunque, uniti, questo vale principalmente tra noi, nella nostra chiesa diocesana dove, se tutti faremo lo sforzo di abbandonare ogni autoreferenzialità e ogni tentativo di mettere al centro se stessi o le proprie idee e convincimenti, anche giuste, per far spazio al sentire comune, scopriremo come non sarà importante nemmeno il da farsi, ma avremo raggiunto ogni obiettivo soltanto nel fare e soprattutto essere un solo corpo in piena unità e sintonia. Questa è la testimonianza di fede che il mondo attende da tutti i discepoli di Gesù. 

Con questi sentimenti, viviamo la nostra settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, valorizzando gli incontri e le occasioni di riflessione e preghiera proposti e favorendo, nelle varie comunità ecclesiali, l’incontro e l’amicizia con i fratelli delle altre confessioni cristiane. 

Vi saluto e vi ringrazio cordialmente augurando alla nostra Chiesa diocesana di essere testimonianza viva di unità. 
Camminando insieme… 

Ugento, 11 gennaio 2022 

don Fabrizio Gallo 

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