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Omelia nella Messa della seconda domenica di Pasqua, Cattedrale, Ugento 19 aprile 2020

Cari fratelli e sorelle,
questa domenica, ottava di Pasqua, ci aiuta a comprendere il valore della risurrezione di Cristo e il
significato della domenica. Anche per questo il brano del Vangelo di Giovanni, proposto in questa
nella domenica “in albis depositis”, è lo stesso in tutti e tre gli anni liturgici (A, B, C). Dire “ottava di
Pasqua” significa dire che questa settimana non è un susseguirsi di giorni, ma è come fosse un solo
giorno, l’unico giorno, il giorno di Cristo, che riempie tutti i giorni. La risurrezione, avvenuta di
domenica, è il giorno del Signore ed è il Signore dei giorni. Cristo incontra nuovamente la comunità
dei discepoli «otto giorni dopo» (Gv 20,26) la sua risurrezione. E così fino alla fine del tempo.
Come l’Eucaristia, la domenica contiene sempre lo stesso mistero pur se si rinnova nel tempo
secondo la legge dell’“una volta per tutte” (ephapax) che si ripresenta “ogni volta” (hosakis).