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Omelia nella Messa della Festa della Famiglia, consacrazione della vedova Valeria Piccinni, Cattedrale, Ugento 29 dicembre. 2019

Cara Valeria,
celebrata nel tempo di Natale, la tua consacrazione vedovile è come lo sbocciare di un
nuovo amore, suggellato con il dono di un nuovo anello sponsale. Un nuova primavera che si
annuncia carica di molteplici frutti. Un nuovo inizio nel segno della nascita. Nascere è il mistero
della vita che si ripresenta in forme sempre nuove e segna alcuni avvenimenti significativi
dell’esistenza. Il simbolo più eloquente è la nascita di un bambino. L’evento assume un forte
impatto emotivo e provoca un’esperienza di gioia. Si diffonde una luce nuova quando nasce una
nuova vita. Così è quando nasce un nuovo amore. È un miracolo naturale e semplice e, per questo,
ancora più stupefacente. Dal nulla, qualcosa prende forma, e come un bambino si vede, si tocca, si
può prendere tra le braccia. Si può teneramente abbracciare e stringere al proprio petto. È il
tesoro da custodire con ineffabile tenerezza. È fonte di una felicità che sgorga dal cuore, si irradia
sul viso e illumina di un nuovo splendore tutta la persona. Accade qualcosa di inedito: il mistero
abbandona la sua invisibilità e si lascia intravedere attraverso una forma visibile