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Omelia nel giorno di Natale 2019

Cari fratelli e sorelle,

che gioia questa mattina celebrare il mistero del Natale! È la gioia della comunità cristiana che accoglie l’annuncio degli Angeli: il Verbo di Dio si è fatto carne. Lo abbiamo ascoltato come frase centrale del Vangelo di Giovanni. Il prologo indica le tre fasi del mistero dell’incarnazione. La prima fase è quella si realizza nell’eternità. Il Figlio, che da sempre è rivolto verso il Padre,  contempla la sua volontà e si dispone a realizzarla. È l’origine eterna del mistero dell’incarnazione. Viene poi la fase storica che si concretizza in due momenti: il tempo della promessa e quella del compimento. La promessa è manifestata con la legge di Mosè. Il suo compimento  avviene in Cristo. La nascita di Gesù realizza in modo definitivo il piano salvifico e porta a compimento la promessa antica. La testimonianza di Giovanni Battista è lo spartiacque tra la promessa e il suo compimento. A tal proposito, sant’Agostino scrive: «Dio stabilì un tempo per le sue promesse e un tempo per il compimento di esse. Dai profeti fino a Giovanni Battista fu il tempo delle promesse; da Giovanni Battista fino alla fine dei tempi è il tempo del loro compimento».

Agostino, Commento sui salmi, Sal 109, 1.