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Madre del soccorso, donna di frontiera, regina della pace

Omelia nella Messa solennità della Madonna di Leuca
Basilica di Leuca, 13 aprile 2023. 
  

Cari fratelli e sorelle, 
in questa festa tradizionale del 13 aprile vogliamo invocare Maria con tre titoli: Madre del soccorso, donna di frontiera e regina della pace. Il primo titolo si riferisce all’avvenimento accaduto nell’aprile dell’anno 365 quando alcuni pescatori, sorpresi da una burrasca e da un violento maremoto, furono salvati per l’intercessione della Madonna alla quale si erano rivolti. Il secondo riguarda la collocazione geografia del santuario, prospiciente il mare Mediterraneo. Il terzo è collegato con le guerre che si combattono già da molto tempo in Ucraina e in Palestina con tutte le loro conseguenze nefaste.

Madre del soccorso
Tutta la storia della salvezza manifesta l’intervento benefico di Dio nei riguardi dell’umanità. Il salmista inneggia a Dio come il grande soccorritore. Tutto è soggetto allo sconvolgimento, ma la città di Dio rimane sempre serena, tranquilla, viva. Se la terra conoscesse un terremoto per cui parte dei monti cadesse nel mare e se dal mare emergesse un’onda di tale forza da far tremare i monti, ci sarebbe sicurezza ugualmente nella città di Dio (cfr. Sal 46, 1-6). La città di Dio è la Chiesa, dove Dio ha la sua dimora. Essa è il nuovo Eden, attraversata da un fiume che si divide in ruscelli. Il fiume, che disseta e garantisce la vegetazione (cfr. Ez47,1s), simboleggia l’aiuto e il soccorso di Dio (cfr. Sal 35,9). 

Il profeta Ezechiele mette in bocca a Dio queste parole: «Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia» (Ez 34, 15-16). Il profeta, pertanto, annuncia l’ora del pastore divino che si prende cura personalmente delle sue pecore. Dio stesso porterà l’uomo in verdi pascoli, guarirà le sue ferite e, chiamandolo per nome, lo introdurrà alla vita, all’amore, alla misericordia, alla pace del cuore. Nel vangelo di Giovanni, Gesù riprende e applica a sé questa immagine del pastore. 

La vergine Maria è la madre del soccorso divino. Nella Divina Commedia, Dante canta la Madonna con queste parole: «La tua benignità non pur soccorre / a chi domanda, ma molte fiate / liberamente al dimandar precorre»[1]. Nell’episodio delle nozze di Cana emerge l’attenzione e la premura della Madonna. Con la sua intercessione ottiene che sia anticipata l’ora della manifestazione di Gesù. La Madonna soccorre non soltanto di chi la supplica, ma anche chi è totalmente dimentico di lei, prevenendo la richiesta di aiuto. 

Donna di frontiera
La Madonna è anche donna di frontiera. Fin dall’inizio della storia della salvezza ella sta sui crinali che passano tra Antico e Nuovo Testamento. Deve poi emigrare da Nazaret e andare in Egitto passando la frontiera che divide i due territori. Anche presso la croce di Cristo, Maria varca l’ultima linea di demarcazione tra cielo e terra. La croce rappresenta il confine, ormai valicabile, tra il tempo e l’eternità. La risurrezione è la frontiera suprema, attraverso la quale la storia umana entra in quella divina e diventa l’unica storia di salvezza. In preghiera con i discepoli nel Cenacolo, Maria è sempre pronta a varcare con loro «gli estremi confini della terra».

Ti preghiamo Maria, donna di frontiera, effondi la tua consolazione a tutti coloro che sono costretti a lasciare la propria terra e ad affrontare viaggi pericolosi in mare o attraverso luoghi inospitali. Aiutaci a superare la frontiera dell’odio e della violenza che genera i conflitti e le guerre.  Infondi la speranza che non delude nell’ultimo confine da attraversare: la morte. Vergine santa, che stai sugli estremi confini della terra, ti invochiamo come “porta del cielo”. Nell’ora della morte, fermati accanto alla nostra solitudine. Sorveglia le nostre agonie. Tendici la mano per intraprendere l’ultimo viaggio. 

Regina della pace 
Infine, invochiamo la Madonna come regina della pace. Quest’ultima invocazione delle litanie lauretane fu introdotta nel 1917 da papa Benedetto XV, al fine di ottenere la pace al mondo afflitto dalla prima guerra mondiale. Nello stesso mese la Madonna apparve a tre pastorelli di Fatima, i quali, nella mattinata, avevano partecipato alla santa messa in cui il parroco aveva raccomandato l’intenzione del Pontefice e cioè di prega­re, di pregare per la pace nel mondo.

Nel 1954, Pio XII istituì la festa di Maria Regina. Il titolo ben si addice alla Vergine Santa, innanzitutto per una ra­gione ben profonda e cioè il Messia Gesù Cristo è «principe del­la pace» (cfr. Is 9,6; Mic 5,4-5). L’augurio e il dono della pace che il sacerdote rivolge prima della comunione ripete il saluto di Gesù risorto ai suoi discepoli.

La pace è l’aspirazione più profonda e ultima del cuore dell’uo­mo. La parola ebraica “shalom” non dice solo l’assenza di guerra, ma è un’azione interiore, silenziosa, incessante, profonda, un saluto e un augurio che comprende molti altri beni. Pace è soprattutto liberazione dai peccati e riconciliazione con Dio. È l’armonia interiore che nasce dall’azione dello Spirito in noi, «lo Spirito di unità e di pace, di gioia e di amore». Egli porterà la storia verso la pace definitiva e universale che si realizzerà alla fine del tempo. 

Maria, partecipe della regalità di Cristo, conduce l’incontro alla sorgente della pace e con la sua intercessione ispira pensieri di pace verso Dio e verso gli uomini. A sua cugina Elisabetta, Maria porta pace e gioia. La pace, infatti, non viaggia da sola: ha bisogno di gambe, braccia e voce. Nasce dal desiderio di incontrarsi, dall’accoglienza dei doni e delle fatiche degli altri. 

Il titolo di regina è quindi titolo di fiducia, di gioia, di amore. Il segreto della pace consiste nell’affidarci attivamente al Signore della storia. Affidarci, cioè, nella preghiera, cercare il più possibile l’incontro e non lo scontro; metterci in cammino e non rassegnarci a vivere nell’odio e nella violenza. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è un rovinoso conflitto proprio dentro l’Europa: un conflitto che aggrava le già molte crisi in atto: crisi economiche, energetiche, ambientali, migratorie, sanitarie e che ha scavato solchi più profondi all’interno del mondo cristiano, tra cattolici e ortodossi e nel seno delle stesse Chiese ortodosse. 

Ti preghiamo, Regina della pace perché tutti i conflitti, presenti nel mondo, trovino una rapida soluzione. E i credenti, in modo particolare, siano costruttori di pace.


[1] Dante, Paradiso, XXXIII, 16-17.