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Don Tonino Bello e i germogli di una Chiesa nuova

Articolo apparso su “La voce e il tempo” – Arcidiocesi di Torino – del 22.05.2022
e distribuito il 19 maggio 2022

di Federica Bello

INCONTRO A MORETTA 27 MAGGIO
Mons. Vito Angiuli e il suo ultimo libro sul venerabile con il quale collaborò per 11 anni

“Se diventeremo imitatori di don Tonino e Papa Francesco sarà una grande grazia che libera la nostra vita dal disincanto apatico e metterà le ali ai nostri desideri. Potremo così aspirare a essere profeti e spiccare il volo verso una santità gioiosa e incarnata nelle vene della storia.”

E’ uno dei passaggi che esprimono il valore del volume “Qualcosa di nuovo germoglia” che mons. Vito Angiuli, Vescovo di Ugento Santa Maria di Leuca ha dedicato a don Tonino Bello (Edb, 2020, 246 pagine). Volume che mons. Angiuli presenterà in una serata su “Don Tonino Bello e il cambiamento d’epoca” organizzata dalla parrocchia di Moretta, venerdì 27 maggio alle ore 21 presso il Salone di Cascina San Giovanni.

Un volume che nasce da una conoscenza personale del Venerabile: “fui chiamato come responsabile del seminario regionale di Molfetta”, racconta, “nel settembre dell’82 e nell’ottobre dello stesso anno don Tonino ricevette l’ordinazione episcopale a Molfetta, lui morì il 20 aprile del ’93 e io lasciai quell’incarico a giungo dello stesso anno, quindi per 11 anni sono stato fortunato nel potergli stare accanto. Un tempo lungo, denso di ricordi, ma che mi ha anche permesso di capire una delle prospettive che nel libro cerco di evidenziare: la necessità di inquadrare gli scritti di don Tonino nella loro globalità. Spesso si considerano solo quelli che lui produsse durante l’episcopato, ma non si può comprendere don Tonino se non si fa riferimento anche al periodo precedente”.

Un invito quello di mons. Angiuli ad una scoperta che consente di avvicinare la figura di don Tonino a quella di Papa Francesco, per cogliervi, come richiama il titolo stesso del volume “i germogli di una Chiesa nuova”. Un richiamo che mons. Angiuli fa partendo dalla visita di Papa Francesco alla tomba di don Tonino nel 2018: “Rimarrà (di quella visita ndr.) soprattutto l’appello di Papa Francesco a incamminarci sulla via della santità seguendo le orme che don Tonino ci ha lasciato. Questa volta è il Papa a dircelo amorevolmente. Lo sapevamo già, ma lo ha detto con tutta l’autorità che viene dal suo ministero e dal suo magistero. Non abbiamo vissuto solo una commemorazione giubilare che passa, lascia un ricordo nostalgico e non impegna la nostra vita. Ma come dice il Concilio Vaticano II, ci è stata nuovamente annunziata la chiamata universale alla santità”. 

Ecco dunque che la presentazione del volume nella comunità di Moretta assume il significato di stimolare a una lettura del Venerabile non superficiale, non per slogan, “consiglio”, aggiunge, “di attingere in particolare ai sei volumi dell’Opera Omnia editi dalla diocesi di Molfetta e poi di partire da quell’affresco mariologico che è ‘Maria donna dei nostri giorni’ per trovare quella ricezione del Concilio Vaticano II che è l’anima della Chiesa in uscita delineata da Papa Francesco”.

Nel volume di mons. Angiuli non mancano inoltre degli inediti, frutto di un lavoro di ricerca e di testimonianza sulla figura del Venerabile che continua. Parole come quelle dell’omelia del 26 marzo del ’93 che nella sofferenza parlano di speranza e incoraggiano, ciascuno e in ogni tempo, alla vita e alla fede: “Venite fuori anche voi. Formiamo una turba non di oppressi, non di affaticati, non di afflitti, ma formiamo la turba dei risorti”.