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Articolo del Vescovo su Quotidiano – 5 marzo 2020

Nel confuso e celere alternarsi di cauto ottimismo e di cupo pessimismo in queste ore, tra fili di luce intravisti in fondo al tunnel subito oscurati dai nuovi sospetti che vengono dalla comunità scientifica sulla molteplicità delle vie di trasmissione del virus, tornano di grande attualità le parole autocritiche scritte qualche settimana fa da Gianrico Carofiglio suRepubblica. “In molti – io per primo – abbiamo detto cose sbagliate, a volte stupide, dall’inizio della crisi. Le affermazioni sbagliate o anche stupide dipendono da molte ragioni… Esiste però un tema generale. Riguarda il nostro bisogno quasi compulsivo di esprimerci su tutto; anche prima di avere elementi per farlo senza rischiare di dire o scrivere sciocchezze… I miei comportamenti più stupidi sono consistiti nell’esprimere un’opinione quando avrei fatto bene a non parlare o a non scrivere. Meglio ancora avrei fatto bene a non avere nessuna opinione, in mancanza di conoscenze sufficienti”.